mercoledì 29 agosto 2007

Di seguito il resoconto della nostra vacanza ad Arabba ad agosto del 2007 

Lista cose utili 

 

  1. coltellino svizzero multiuso 

  1. torcia elettrica potente 

  1. binocolo 

 

Mercoledi 22 agosto 2007 

 

Partenza da Roma alle 9 e 45. Per mangiare alla fine visto lo stato delle aree di servizio usciamo a Modena Sud e cerchiamo un bar segnalato dal Gambero Rosso. Non male anche se un po’ caro. Arriviamo in val Venosta verso le 6. Cena ottima e poi passeggiata fino a Malles. 

 

Giovedi 23 agosto 2007 

 

Per brutto tempo si annulla la salita allo Stelvio. Facciamo una lunga passeggiata con Carlo e Monica. Vengo punto da un insetto e cerchiamo inutilmente un medico. Poi partiamo per Arabba passando per il passo delle Erbe. Strada terribile, in un incrocio con altrre macchine struscio la fiancata dell’Ulysse. 

 

Venerdi 24 agosto 2007 

 

Salita al Piz Boe’ con funivia Sass Pordoi  

 

Sabato 25 agosto 2007 

 

Salita al Col di Lana e cena ad Arabba al Table’ e poi concerto della banda di Alexa 

 

Domenica 26 agosto 2007-08-27 

 

Oggi ce la prendiamo un po’ più comoda. Dopo colazione vado a comprare il pane e poi parto in bici (sono già le 10 e 30) per il giro dei 4 passi. Affronto nell’ordine Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo. Trovo un po’ ostico solo il Sella dove uso a lungo il 29 che riuso poi solo sui primi tornanti del Campolongo. A casa non trovo nessuno perché nel frattempo sono partiti a piedi per la malga Cherz. Faccio una doccia, mangio qualcosa e li raggiungo. Per strada incontro un trattore che trasporta fieno che si ferma e da dentro mi salutano: sono Erwin ed Egidio. Raggiungo la famiglia al rifugio La viza. Giacomo e Leo giocano con altri bimbi e stanno facendo una diga; Ernesta prende il sole al rifugio. Prendiamo una fetta di strudel ai mezzi ed una birra. Stiamo un altro po’ e poi scendiamo a casa. Io sono stanco morto e  mi metto a dormire sul divano. Cena ? 

 

Lunedi 27 agosto 2007  

 

Come da programma oggi ci dirigiamo verso le miniere di Predoi in valle Aurina, una valle che si dirama dalla val Pusteria proprio in corrispondenza di Brunico. Il tempo è un po’ annuvolato ma con ampi squarci di azzurro ed una temperatura alta. Facciamo sosta a Corvara dove Ernesta si ferma per negozi e panini mentre io con i bimbi vado a Colfosco a provare l’Adventure Park. C’è una discreta folla ma ci  mettiamo in coda e dopo aver ascoltato i consigli dell’esperto partiamo per il percorso più facile, il verde. Si tratta di viaggiare da un albero all’altro attraverso una serie di ponti più o meno difficili assicurati ad una fune d’acciaio da due moschettoni a loro volta fissati ad una imbracatura di tipo alpinistico. Finito il verde con un certo affanno passiamo al blu che concludiamo non senza qualche ansia (48 euro il conto finale!). Passiamo a prendere Ernesta e poi ritorniamo al parco perché i bimbi vogliono far vedere ad Ernesta il teatro delle loro imprese. Mangiamo di fronte al parco e poi via verso Predoi. Sosta a Brunico per un caffè al bar dell’azienda Senni (latte e derivati) e poi su verso la fine della valle Aurina. Arriviamo alla miniera in tempo per l’ultima visita guidata. Partiamo ben bardati (dentro ci sono 7-8 gradi) su di un trenino per circa un chilometro e poi visitiamo a piedi alcune gallerie. Era ed è una miniera di rame abbandonata nel 1971 ma attiva dal 1400 e ancora adesso usata per estrarre rame attraverso reazione chimica dall’acqua che scorre sul minerale e per scopi sanitari.   

Usciti ci accorgiamo che nel frattempo ha piovuto e ci rincamminiamo verso Arabba. Sosta al bar Senni per una spesa veloce e poi a casa. Incontriamo finalmente Alexa che salutiamo e poi Ester ci porta dei canederli e delle marmellata fatte da lei. Cena con carbonara (uova sempre fornite da Ester) e poi a letto. 

 

Martedi 28 agosto 2007 

 

Stamani sveglia per me alle 5 e 30 per poter fare un giro in bici prima del pranzo al rifugio Fuciade. Parto in bici poco prima delle 6 e 30 dalla latteria domandandomi se sarò di rientro in tempo e dimenticando a casa la borraccia. L’idea è di fare Fedaia e Pordoi. Non fa così freddo come temevo e in circa mezz’ora sono al bivio Saviner. Tolgo la mantellina ed inizio l’ascesa. Ho visto un cartello che indicava 17 alla Marmolada e non so come interpretarlo. Capirò solo a Malga Ciapela che, per fortuna, indica la distanza dal passo Fedaia. La salita alterna tratti duri a falsopiani fino a Sottoguda, poi prosegue costante fino a Malga Ciapela dove inizia il tratto impegnativo. Stringendo i denti ed alzandomi a tratti in piedi arrivo alla Capanna Bill dove proseguo senza interruzione sapendo che non è finita. I primi tornanti danno un po’ di respiro ma poi di nuovo la strada si impenna e compare il cartello del 15%. Finalmente sono in cima e mi fermo per strudel e succo di frutta al rifugio del passo. Poi di nuovo discesa fino a Canazei con il primo tratto velocissimo. Via la mantellina e affronto il Pordoi. Man mano che salgo la gamba sembra stare meglio e faccio in progressione gli ultimi tornanti superando pure un ciclista. Ancora giù per il Pordoi che conosco a memoria. Un po’ di nervosismo per i lavori sotto casa di Ester e poi via verso il passo san Pellegrino in macchina ora. Arriviamo al passo un po’ in ritardo e ci incamminiamo velocemente verso il rifugio dopo arriviamo dopo circa 40 minuti. La strada come pure il rifugio sono affollatissimi ma il nostro tavolo è ancora riservato. Cerchiamo di assaggiare i piatti più significativi: insalata di porcini crudi, tortino di spinaci, patate e tartufi, tagliata di cervo (136 euro il conto finale). Visto che il tempo sembra peggiorare subito dopo pranzo ritorniamo alla macchina stavolta con calma. Scendiamo a Moena e ci fermiamo lungo la discesa in un’area picnic vicino al torrente. Poi risaliamo la val di Fassa in mezzo ad un traffico pazzesco e ci arrampichiamo sul passo Sella dove sostiamo qualche minuto per il panorama. Nuova sosta salendo al passo Gardena da Gerard per uno strudel ed una torta al grano saraceno e dei biscotti per i bimbi. Facciamo altre soste per osservare le vie di salita al gruppo del Sella e per una spesa veloce a Colofosco e poi a casa sotto la pioggia. Ester ci omaggia di altri prodotti della terra: susine, radicchio, piselli e facciamo una chiacchierata anche con Egidio.    


Mercoledi 29 agosto 2007 

 

Il tempo non è certo dei migliori al risveglio così decidiamo di stare a casa. Piove quasi sempre anche se a volte il cielo da’ l’impressione di aprirsi un po’. Mangiamo quindi a casa e poi verso le 3 ci muoviamo per andare a Cortina. Ci fermiamo lungo la discesa dal Falzarego per vedere la nostra prossima gita e cioè le 5 torri. A Cortina piove ancora, parcheggiamo e poi casualmente passiamo accanto ad una mostra della guerra 15-18 che visitiamo con piacere.  

Continuiamo poi verso corso Italia per la solita passeggiata tra negozi. Devo dire che ce ne sono molti e ben forniti di sport della  montagna. Mentre Ernesta e Leo visitano un negozio di oggetti per la casa io e Giacomo proseguiamo il cammino soffermandoci presso una palestra di arrampicata al centro del paese presa d’assalto da bimbi. Poi con un po’ di difficolta ci riuniamo insieme di  nuovo e ritorniamo alla macchina per salire al passo Giau per la cena da Aurelio. Siamo forse i primi clienti ad arrivare. Decidiamo per il menu degustazione intitolato “porcini” più baccala’ e moscardini con polenta. Io alla fine prendo anche un tortino simile ad un muffin ma di una bontà e fragranza eccezionali. La signora Annalisa (amica di Ester che serve ai tavoli) poi alla fine mi convince anche a prendere una grappa.  

 

Giovedi 30 agosto 2007 

 

Senza sveglia mi alzo alle 7 e 15. Il tempo sembra discreto e decido di tentare il Giau. Mi preparo e lascio ad Ernesta la scelta di andare con i  bimbi alle 5 torri oppure aspettare il mio rientro. Alle 8 e 15 parto in bici dalla latteria. Il tempo è in peggioramento ma spero che regga per la durata del giro. Affronto con molta calma il colle di santa Lucia e poi via con un po’ di affanno su per il Giau. La strada per il primo tratto, forse data l’ora, è deserta. Solo dopo un po’ compaiono i primi motociclisti e le prime macchine. Il tempo peggiora ancora ed una nuvola a bassa quota mi insegue fino a inglobarmi. Sosta per l’acqua quando mancano pochi chilometri e poi l’arrivo al passo in mezzo alla nebbia. Mangio una barretta e poi in discesa verso Pocol. Inizio la salita del Falzarego ormai sotto la pioggia lieve. Il falsopiano poco prima di metà salita mi da un po’ di sollievo e poi stringo i denti per arrivare in cima. In discesa piove ormai per bene e patisco un po’ il freddo. Con mio grande stupore salgono verso il passo decine di ciclisti che saluto come posso. Un ultimo sforzo e sotto la pioggia battente sono di nuovo alla latteria. Pranziamo a casa e poi dopo un pisolino ci muoviamo per visitare il museo ladino di Pieve. La visita è guidata e molto interessante ricca di informazioni, reperti e ricostruzioni di usi e costumi. Finita la visita ci dirigiamo verso Colfosco per prendere un aperitivo da Georg. Facciamo anche qualche acquisto per Roma e poi decidiamo di cenare a casa in modo da finire gli avanzi.    

  

sabato 21 luglio 2007

Sabato 21 luglio 2007

Oggi ho scalato per la prima volta l'Amiata. Sveglia alle 4 e quarto per prendere il treno alle 6 dalla stazione Termini per Orvieto. L'idea è quella di arrivare a Chianciano dove mi unirò al resto della famiglia in visita nonni, passando per l'Amiata. Alle 7 e 30 sono in bici. Mi fermo ad un benzinaio per chiedere conferma della strada ed il benzinaio mi chiede che tipo sono perchè se voglio posso fare una salita bella tosta e mi da indicazioni. Così da Orvieto invece che andare a Castel Viscardo passo per Viceno facendo quello che mi era stato promesso: 4 o 5 km con pendenze severe che supero con un certo affanno. Proseguo poi per Acquapendente, un breve tratto di Cassia e di nuovo in salita per Proceno. La strada sarà sempre un saliscendi continuo. Dopo Proceno mi innesto sulla strada che l'indomani percorrerà la gran fondo delle città del tufo e affronto la salita per Castel Azzara. Le gambe non girano come dovrebbero e comincio a pensare di tagliare la salita alla vetta. Comunque proseguo e raggiungo il paese di Saragiolo. Qui prendo una piccola deviazione per Quaranta e per la vetta. A Quaranta devo decidere cosa fare: riguardo la cartina e mi rendo conto di essere a 10-11 km dalla vetta e mi lancio. Faccio questi ultimi km ormai senz’acqua incontrando solo 2-3 auto. Ormai prossimo alla meta incrocio un folto gruppo penso di tedeschi e finalmente sono in vetta. Mi riposo e rifocillo a lungo e poi via in discesa per Abbadia, poi bivio per Radicofani (sbagliando perchè potevo scendere verso Bagni San Filippo e poi Cassia e ultimi saliscendi rognosi per Chianciano. Alla fine circa 140 km e 2800 m di dislivello devo ammettere con media vergognosa. Un saluto a tutti.